Contrasto localizzato, filtri di nitidezza e maschera di contrasto

Continuiamo il nostro lavoro di approfondimento sulle tecniche di post produzione dedicate all’aumento del contrasto.

Partiamo subito con un esempio per introdurre l’argomento di questo articolo.

Se prendiamo un foglio di carta e disegniamo una figura a matita, abbiamo un modo molto veloce ed efficace per creare un bel contrasto localizzato e far risaltare il disegno: tracciare i contorni della figura disegnata. Funziona allo stesso modo in Photoshop: aumentando i dettagli localmente, cioè agendo sui cosiddetti bordi, aumenterà il contrasto e la percezione di nitidezza dell’immagine.

Come abbiamo visto in un precedente articolo, il contrasto generale indica la differenza di luminosità fra le zone più scure e le zone più chiare di un’immagine (se questa differenza è marcata, l’immagine sarà molto contrastata: quanto più le zone chiare saranno chiare e le zone scure saranno scure, tanto più l’immagine avrà maggior contrasto).

Con il contrasto generale Photoshop non va a individuare i bordi, quindi non va ad analizzare quelle piccole zone che sono più chiare e più scure, cosa che accade invece con i filtri di nitidezza.

Con il contrasto localizzato allora andiamo ad esaltare i dettagli, a rendere più leggibili e più tridimensionali le parti della foto a cui vogliamo dare, appunto, maggiore risalto.

Filtro Nitidezza
Apriamo Photoshop e la prima cosa che facciamo è duplicare il Livello che contiene la nostra foto, in modo da poter tornare indietro nelle modifiche in qualsiasi momento. Possiamo utilizzare le scorciatoie: CTRL + J o Command + J.

Rinominiamo il Livello per organizzare il lavoro di sviluppo e chiamiamolo Nitidezza. Clicchiamo poi su Filtro / Nitidezza / Nitidezza. Aumenterà così leggermente la nitidezza perché Photoshop andrà a schiarire le zone chiare e scurire quelle più scure, localmente però. Succede che i contorni vengono sottolineati.

Filtro Nitidezza maggiore
Un altro filtro che possiamo scegliere è Filtro / Nitidezza / Nitidezza maggiore. Questo filtro lavora come quello precedente ma in maniera più marcata.

Il difetto di questi due filtri è che non posso decidere di quanto aumentare il dettaglio, con il rischio che l’effetto sia poco incisivo o, al contrario, tanto incisivo. Altro punto a sfavore di questi filtri è che verranno resi più evidenti anche i difetti, come per esempio il rumore o l’artefatto JPEG.

Maschera di contrasto
Per personalizzare la modifica della Nitidezza ed avere pertanto un controllo sugli effetti della regolazione, occorre usare un altro strumento, ossia Filtri / Nitidezza / Maschera di contrasto.

Si tratta di uno dei filtri più apprezzati ed utilizzati. I parametri su cui possiamo agire con questo filtro sono tre:

– il fattore, che risponde alla seguente domanda: di quanto vogliamo aumentare il contrasto? Usiamo la percentuale per indicarlo al software;

– il raggio, che risponde invece alla domanda: dove deve agire la regolazione? Quanto è grande l’area da scurire o schiarire? Se aumento il raggio, tornando all’esempio iniziale del disegno, il contorno sarà più spesso, al contrario la modifica sarà più dettagliata e delicata;

– la soglia, che risponde alla domanda: quanto deve essere differente una zona chiara da una zona scura perché venga trattata? Quanto più aumento il valore di soglia tanto più deve essere alta la differenza di luminosità tra le zone chiare e le zone scure, quindi la modifica sarà più leggera perché applicata in meno punti. Pertanto, se abbasso soglia, basta che ci sia una piccola differenza perché le zone vengano trattate, se aumento soglia ci saranno poche zone contrastate.

Che valori impostare? Questo dipende molto dalle caratteristiche della nostra immagine. Se vogliamo rendere la fotografia molto leggibile quando ha una dimensione piccola, è il caso di aumentare il raggio (es. raggio 3 e soglia 2), anche se consapevoli che ingrandendo la foto, potrebbero saltare all’occhio alcuni difetti. Se, invece, vogliamo lavorare in maniera più delicata e dettagliata, è il caso di aumentare soglia e diminuire il valore del raggio (es. raggio 1 e soglia 20). Questi valori sono stati indicati solo a titolo di esempio. In generale, evitiamo comunque di aumentare molto questi parametri per non snaturare la foto e farla risultare finta nonché rovinarla nella qualità.

Filtro Nitidezza avanzata
Un altro filtro a nostra disposizione è Filtro / Nitidezza / Nitidezza avanzata. Riprende alcuni elementi del filtro precedente (fattore, raggio, soglia) ma in più ha il comando Elimina Sfocatura con obiettivo (la sfocatura dovuta alla cattiva messa a fuoco dell’immagine), il comando Elimina Effetto movimento e il comando Riduci disturbo che alleggerisce il rumore.

Ma cosa importante in questo filtro è il comando Ombre/Luci, infatti si tratta di un filtro molto utile quando ci sono immagini con zone molto scure e zone molto chiare.
Come dicevamo, quando aumentiamo il contrasto, rischiamo di tirare fuori dei difetti. Tipicamente questi possono essere nelle zone più chiare o nelle zone più scure. Con ombre e luci posso dissolvere la nitidezza nelle zone più chiare o nelle zone più scure a seconda di dove si presenta il problema. Es. aumentando il fattore dissolvenza può essere attenuato l’effetto luminescenza che vediamo apparire in alcune zone. Che cosa viene identificato come zona di ombra o zona di luce? lo definisce il parametro ampiezza tonale. Se siamo nel pannello Ombre, minore è l’Ampiezza tonale più il filtro verrà attenuato nelle zone più scure, maggiore è l’ampiezza tonale più il filtro verrà attenuato anche nelle zone più chiare. Il raggio indica la zona che viene trattata.

 

Chiudiamo questa veloce carrellata sui vari strumenti che Photoshop ci mette a disposizione ma riprenderemo a parlare di post produzione e contrasto ben presto.

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