Il Contrasto e gli strumenti di Photoshop

In questo secondo articolo vediamo alcuni concetti accennati nel precedente lavoro sul contrasto ma ci soffermiamo maggiormente sugli strumenti che Photoshop mette a disposizione per migliorare il contrasto. Per questo motivo, l’articolo si trova nella categoria dedicata alla Post-produzione.

Cos’è il contrasto?
Come dicevamo, per contrasto si intende la differenza fra le zone più scure e le zone più chiare di un’immagine. Se questa differenza è marcata, l’immagine sarà molto contrastata: quanto più le zone chiare saranno chiare e le zone scure saranno scure, tanto più l’immagine avrà maggior contrasto. Tutto questo incide fondamentalmente sulla leggibilità dei dettagli: poco contrasto, risultato poco leggibile, molto soffice, sbiadito, piatto. E, finché questa è una scelta comunicativa, va tutto bene. Ma se non rientra nelle nostre intenzioni, vediamo come possiamo agire in Photoshop per aumentare il contrasto.

Analizzare l’istogramma
Facciamo subito un esempio di foto poco contrastata e facciamoci aiutare dall’Istogramma per analizzarla.
Apriamo questa immagine con Photoshop:

Prendiamo l’istogramma, cliccando sul menu Finestra e poi sulla voce Istogramma.
Per quanto riguarda questa foto, l’istogramma apparirà così:

Quello che salta subito all’occhio leggendo il grafico è che mancano pixel, o informazioni, nei neri, cioè nella parte estrema a sinistra. Questo vuol dire che la differenza tra le parti chiare e le parti scure è scarsa. Il mio istogramma parte infatti dai quei grigi scuri, dove si registra un primo picco, c’è poi una buona quantità di toni medi e si arriva, infine, ad un altro picco nelle alte luci. Mancano, come dicevamo, dati nella prima parte:


Valori Tonali per aumentare il contrasto generale
Il primo strumento che vediamo si chiama Valori tonali.
Lo richiamiamo dal menu Immagine → Regolazioni → Valori tonali.
Con questa regolazione andiamo a lavorare in maniera diretta sull’andamento della luminosità della nostra immagine.

La volta scorsa abbiamo visto che, se la parte vuota è a sinistra, dove ci sono i neri, spostiamo verso destra il primo triangolino (nero) fino a raggiungere il punto in cui inizia l’istogramma o quasi.
Spostando il punto di nero verso destra, ad esempio di 20 livelli di luminosità, tutte le informazioni tra 0 e 20 verranno eliminate e il livello 20 diventerà il nuovo punto di nero. Questo vuol dire che i pixel che avevano una luminosità pari a 20 verranno portati a 0 e la foto diventerà più scura e contrastata. In altre parole, andiamo ad aumentare le zone scure. Se la parte vuota è a destra, porto il cursore dei bianchi verso sinistra. Se il vuoto è sia a destra che a sinistra, uso entrambi i cursori.

Con l’immagine di esempio che stiamo usando, vado a spostare il cursore dei neri portandolo verso destra. Siccome però questa manovra va a tagliare informazioni, perché lavora sul contrasto generale della foto, dobbiamo decidere quante parti siamo disposti a sacrificare. Nell’immagine che segue vediamo nel riquadro verde quali pixel stiamo eliminando quando spostiamo il cursore dei neri:

In generale, come possiamo sapere quali informazioni stiamo eliminando? Semplicemente, teniamo premuto ALT sulla tastiera e, contemporaneamente, muoviamo il cursore. Appena vedremo comparire i primi pixel colorati, lasciamo il cursore. Magari possiamo spingerci un pochino oltre ma senza esagerare, quindi accettare di perdere comunque qualcosa in parti poco importanti, dove non abbiamo bisogno di molti dettagli.

Quanto più avviciniamo i due cursori estremi, tanto più l’immagine apparirà contrastata. Per schiarire, eventualmente, l’immagine, muoveremo il cursore centrale che è quello dei mezzitoni (se spostiamo questo cursore verso destra, invece scuriamo la foto). Il cursore centrale non taglia informazioni ma schiarisce o scurisce la gamma cromatica dell’immagine, quindi viene mantenuta la relazione luminosa che c’è tra i pixel.

Per vedere lo strumento Valori Tonali in azione, guardiamo questo video illustrativo di pochi secondi:

Curve, contrasto generale ma regolazione su intervalli di luminosità
Abbiamo visto come l’utilizzo di Valori tonali tende a tagliare informazioni. Per ovviare al difetto di questa tecnica, possiamo utilizzare invece lo strumento Curve. Il principio è lo stesso: lavoriamo sulla luminosità dei canali (RGB o CMYK), aumentando o diminuendo la luminosità, però possiamo lavorare per intervallo di luminosità, schiarendo o scurendo senza tagliare informazioni.

Per utilizzare il comando Curve, andiamo nel menu Immagine → Regolazioni → Curve.

Innanzitutto, anche qui possiamo usare i cursori dei Valori tonali. Li troviamo in basso, sotto il riquadro che contiene il grafico. Guardiamo contemporaneamente l’istogramma. Se spostiamo il cursore dei neri o quello delle alte luci, otteniamo la stessa cosa che abbiamo visto poco sopra.
Ma, se lo scopo è quello di non tagliare alcuni dati, utilizziamo la linea che compare sul grafico e tracciamo dei punti nelle zone di ombra e nei mezzitoni, ad esempio. Quindi, guardando il primo riquadro in basso a sinistra, clicchiamo nell’angolo in alto a destra, per generare un primo punto. Poi clicchiamo nel punto centrale della linea per generarne un altro. Il consiglio è quello di non creare molti punti sulla linea, altrimenti il controllo risulterà più difficile. Due punti, massimo tre (il terzo nella zona delle luci), sono più che sufficienti.
Ora, tirando verso il basso il punto generato, scuriamo. Tirandolo verso l’alto, schiariamo.

Ovviamente, più aumentiamo la differenza tra zone chiare e zone scure – più esaltiamo questa differenza – e più alcune zone non saranno leggibili, diventando abbastanza scure. Quindi, anche se non perdiamo il dettaglio, alcune zone saranno meno leggibili. Facciamo attenzione e valutiamo se l’occhio dell’osservatore sarà ancora in grado di distinguere i vari elementi della scena.

Dopo aver creato la curva, magari possiamo anche decidere di spostare un poco il punto del nero e il punto del bianco, tenendo premuto ALT, e limitando così la perdita di dati.

Ovviamente, in presenza di una foto con molte ombre, dove la mancanza di contrasto è dovuta all’insufficienza di alte luci, andremo a fare il procedimento inverso, ovvero, schiariremo le zone più scure.

C’è un secondo metodo per trovare i punti sulla retta e agire in maniera più precisa in zone specifiche. Il modo per individuare i punti è questo: portiamo il mouse sulla foto e clicchiamo con il tasto sinistro del mouse nella zona che ci interessa modificare. Vedremo comparire sulla linea del grafico un piccolo cerchio che indica il punto esatto su cui agire. Ora, siccome il cerchio sparisce appena lasciamo il tasto del mouse, o ci ricordiamo indicativamente dove era comparso, oppure teniamo premuto Ctrl da tastiera e poi clicchiamo sulla zona di nostro interesse. In questo modo, il punto di controllo verrà fissato sulla linea.

C’è anche un terzo metodo per individuare i punti sulla retta ed è quello che prevede l’utilizzo dell’icona che troviamo in basso a destra nello strumento Curve, icona che rappresenta una mano. Con questo controllo possiamo fare due cose. Da un lato possiamo utilizzarla in sostituzione del metodo precedente, quindi evitando di tenere premuto Ctrl e andando a campionare la zona di luminosità su cui intervenire: clicco sulla manina e poi nei due punti dell’immagine che voglio campionare e impostare come punti sulla retta.

Dall’altro lato, invece, possiamo cliccare sulla manina, portare il mouse nella zona desiderata e trascinare la linea direttamente su o giù per applicare la regolazione. Diciamo che in questo modo però abbiamo un pochino di controllo in meno e c’è il rischio di generare più punti sulla linea che daranno alla nostra curva un andamento molto irregolare e poco efficace o addirittura controproducente.

Utilizziamo i livelli di regolazione
Chiudiamo questo articolo parlando dell’importanza dei livelli di regolazione. Quando utilizziamo sia Valori tonali che Curve richiamandoli dal menu, come abbiamo fatto finora, riusciamo a vedere in tempo reale le modifiche ma si tratta di un procedimento irreversibile o, volendo essere più precisi, si tratta di una regolazione che non possiamo modificare in un secondo momento se cambiamo idea su una certa manovra effettuata. È vero che, prima di utilizzare Valori tonali e Curve, possiamo duplicare il livello che contiene l’immagine, fare le modifiche e poi cestinare il livello che contiene la regolazione; ma questo vuol dire che dovremo poi ricominciare da capo, senza poter modificare la regolazione iniziale, perché ormai abbiamo tagliato informazioni, cancellato dati.

Invece, con i livelli di regolazione possiamo tornare indietro in qualsiasi momento e modificare di poco o di molto gli effetti della regolazione stessa. Tutto questo perché le modifiche vengono applicate come una sorta di filtro che si sovrappone all’immagine sottostante.

Possiamo richiamare i livelli di regolazione in vari modi:
– dal menu, facendo clic su Livello → Nuovo livello di regolazione → Valori tonali o Curve;
– dal menu, facendo clic su Finestra → Regolazioni;
– dal pannello Livelli, attraverso la quarta icona in basso (Crea un nuovo Livello di riempimento o regolazione) e dal menu che compare scegliamo Valori tonali o Curve.

L’altro vantaggio di usare i livelli di regolazione è che Photoshop aggiunge una mascheratura al livello. Questo vuol dire che possiamo usare la maschera che accompagna la regolazione, per nascondere o mostrare, per applicare o non applicare la regolazione a specifiche zone dell’immagine mediante il classico pennello che si usa con le maschere.

Nel prossimo articolo parleremo ancora di contrasto ma in relazione al concetto di Nitidezza.

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