Kit Pulizia Sensore

kit pulizia sensore


kit pulizia sensoreMicro-Tools Kit per la pulizia del CCD delle fotocamere digitali per il formato più comune APS (1,5x/1,6x)

Link al prodotto

Ottimo kit per la pulizia del sensore composto da:
– Liquido detergente Eclipse in flaconcino da 59 ml;
– Sensor Wand;
– PEC-PAD;
– Giottos Rocket;
– Chamber Swab, tamponi di pulizia;
– Manuale per la pulizia del sensore in Inglese e in tedesco.

Uno dei problemi con cui il fotografo impara a convivere è quello della polvere che si insinua ovunque e, quando va a depositarsi sul sensore, col tempo lascia aloni che vedremo comparire nelle foto.
Come in ogni cosa, prevenire è meglio che curare… Per cui, seguire dei semplici accorgimenti, come pulire regolarmente tappi, obiettivi, custodie, fare attenzione nel momento in cui si cambia un obiettivo e tante altre piccole cose, è sempre la strada migliore per limitare questo fastidioso problema.
Fermo restando che il modo più sicuro è affidarsi ad un centro di assistenza, molti sono i metodi per intervenire in autonomia. Esistono metodi a secco e metodi che fanno uso di liquidi. Quello che recensiamo è un kit che si basa sul famoso liquido Eclipse. Esso risulta molto efficace quando la polvere non viene via con un semplice passaggio di aria tramite pompetta apposita. Molte volte, infatti, la polvere è umida e si attacca al sensore, rendendo difficile l’operazione di pulizia. Abbiamo scelto questo kit perché fornisce non solo tutto l’occorrente per una corretta rimozione della polvere e delle macchie, ma perché con esso arriva anche un oggetto indispensabile per ogni fotografo: il soffietto/blower Giottos Rocket, da usare ogni volta che ci accingiamo a pulire il sensore e “prima” di ogni metodo a contatto. Tutto ciò scongiura i remoti rischi di graffiare le superfici e, nella maggioranza dei casi, è sufficiente usare questo strumento per soffiare via la polvere, se appunto non è umida o non l’abbiamo lasciata sul sensore per lungo tempo. Oltre ad avere un getto più potente di un soffietto pensato per gli obiettivi, è dotato di un’importante valvola di aspirazione che impedisce il “riflusso” dall’ugello dell’aria, in modo da evitare che la polvere sollevata dal getto d’aria venga risucchiata dal blower ed essere rilanciata al successivo soffio. Comprarlo in kit è conveniente, perché il suo costo medio, se acquistato singolarmente, è più alto. Ad ogni modo, questo è il link al singolo prodotto.

In rete sono presenti diversi video da guardare se è la prima volta che vi accingete a compiere l’operazione di pulizia della vostra reflex.
Ve ne segnaliamo alcuni:
– https://www.youtube.com/watch?v=HQ-AojsharI
– https://www.youtube.com/watch?v=Scs69FBXqzU
– https://www.youtube.com/watch?v=MUrcPRTgVY8
– https://www.youtube.com/watch?v=Jm9I8zXcsBs

Se, invece, volete utilizzare un buon pennello “prima” del liquido, o come sostituto del liquido, preferendo in questo caso la pulizia “a secco”, ecco il link per l’acquisto: http://amzn.to/29bMjY6

 

Ripetiamo, però, per l’ultima volta che l’attenzione richiesta è massima. Evitate di fare quest’operazione se siete all’inizio del vostro percorso. La pulizia a secco è quella più tranquilla e il metodo preferito da molti fotografi, molti dei quali usano un pennello da pittura (pennellini in pelo di Martora che si trovano nei negozi di “belle arti”, ferramenta o cartoleria). Alcuni usano anche pennelli per cosmesi ma non ci esprimiamo a riguardo.
Ma anche qui bisogna adottare diversi accorgimenti: il pennello deve avere setole molto morbide, deve essere nuovo, per evitare contaminazioni, meglio se si riesce a caricarlo elettrostaticamente prima dell’uso, deve avere la giusta dimensione rispetto al sensore, deve essere piatto e così via. Quindi, così semplice non è quest’alternativa. Alcuni ricordano che i peli dei pennelli nuovi, in punta sono tenuti fra di loro da un leggero collante, che deve essere eliminato con un attento lavaggio a base di etere etilico, e poi essere asciugato con le cartine di riso. In generale, non bisogna mai usare aria compressa in bomboletta o compressore, sia per la pressione esercitata che potrebbe compromettere le parti fisiche del sensore, sia per le sostanze che potrebbero rilasciare.
Noi abbiamo testato il kit recensito perché lo riteniamo necessario in alcuni casi ma, naturalmente, non ci assumiamo nessuna responsabilità per eventuali danni o incidenti.

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Mi chiamo Angela e tra i miei interessi la fotografia occupa un posto speciale, perché mi permette di vedere il mondo con occhi diversi, oltre ad essere per me fonte di nuovi stimoli ed emozioni. Il mio motto è questo: “Chiedo alla fotografia di insegnarmi a vedere il mondo là fuori e il mondo che ho dentro”. Spero di poter fare un pezzo di strada insieme a te, senza la pretesa di insegnarti a mettere a fuoco i concetti principali di quest’arte affascinante, perché quello che leggi nei vari articoli è semplicemente il modo in cui "io" li ho messi a fuoco in questi anni.

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