Messa a fuoco manuale

Mettere a fuoco manualmente significa ruotare la ghiera posta sull’obiettivo fino a quando non visualizziamo un’immagine nitida nel campo opaco del mirino.

Quando scegliere questa modalità che, tra le altre cose, risulta difficile praticare all’inizio del proprio percorso fotografico?
Si può ricorrere al fuoco manuale per esercitarsi, per affinare la tecnica, per avere il pieno controllo durante la fase di scatto, ma di sicuro la maf manuale è necessaria, se non indispensabile,  in alcune situazioni.

  • Pensiamo alla fotografia macro: con una profondità di campo molto ridotta, la messa a fuoco richiede una precisione maggiore, basta un minimo movimento per rovinare lo scatto. Inoltre, spesso i soggetti sono così piccoli che l’autofocus farebbe fatica a mettere a fuoco proprio il punto che preferiamo. In questo caso, se la fotocamera non è avanzata e ci troviamo davanti ad un mirino piccolo e scuro, attiviamo il LiveView e l’anteprima di profondità di campo: questo aiuta a capire se il punto desiderato risulta a fuoco o meno.
  • E pensiamo anche alle situazioni in cui la distanza è troppo ravvicinata. In quest’ultimo caso, l’autofocus non è efficiente. Quanto più vicino è il soggetto e quanto più è aperto il diaframma, tanto più occorre una maggiore precisione nella maf.
  • La Maf manuale è preferibile anche nelle situazioni di scarsa luminosità o nella fotografia notturna, proprio per la difficoltà che può avere la macchina a focalizzarsi su un punto nitido (l’autofocus in questo caso diventa lento e, spesso, sentiamo le lenti che si muovono avanti e indietro senza riuscire nello scopo).
  • La Maf manuale spesso è da privilegiare anche quando scattiamo foto a soggetti in movimento. In questi casi, viene scelta una modalità di messa a fuoco automatica, detta maf continua, la vedremo tra poco, ma si può avere maggiore successo regolando la maf su un punto nel quale sappiamo che passerà il soggetto ed eseguire lo scatto quando quest’ultimo percorre la zona selezionata.
  • Se il soggetto è poco contrastato rispetto allo sfondo, ossia il soggetto ha lo stesso colore dello sfondo (es. un soggetto chiaro su sfondo chiaro)
  • Se il soggetto è per metà in ombra e, quindi, ci sono aree con differenze di luminosità abbastanza forti.
  • Quando vogliamo unire più foto, ad esempio, in una panoramica: è necessario che le foto abbiano tutte la stessa regolazione in termini di diaframma ma anche di maf. In questo caso, escludiamo l’autofocus e regoliamo la maf su una distanza che rimane fissa negli scatti.
  • Quando ci troviamo a scattare attraverso ostacoli di qualsiasi sorta: recinzione, finestra, una rete metallica. Se usassimo l’autofocus, questi metterebbe a fuoco l’ostacolo al posto del soggetto, perché è l’oggetto più vicino alla fotocamera. Se non vogliamo ottenere appunto una foto dove il soggetto principale è la recinzione, dobbiamo scegliere un punto di messa fuoco fisso se usiamo l’autofocus, altrimenti è da preferire la modalità manuale.
  • Quando dobbiamo fotografare attraverso una finestra di vetro e vogliamo evitare il nostro riflesso, oppure vogliamo proprio ottenere la nostra figura riflessa.
  • Quando il soggetto è costituito da motivi geometrici regolari.
  • Quando ci troviamo in presenza di soggetti uniformi, con pochi dettagli.
  • Quando vogliamo realizzare una sfocatura volontaria: pensiamo al bokeh.

Ecco, questi sono gli esempi principali che evidenziano gli eventuali limiti dell’autofocus.

 

Come si imposta la messa a fuoco manuale?
La risposta è: dipende dall’abbinamento fotocamera/ottica. Prendiamo in esame tutte le ipotesi possibili.
1) Se l’obiettivo non supporta l’autofocus, per impostare la messa a fuoco manuale, uso il selettore del corpo macchina e lo imposto su M o MF. Alcune fotocamere, infatti, dispongono di un selettore, una piccola levetta che permette di scegliere la modalità di messa a fuoco. Altre, invece, consentono di accedere a questa scelta esclusivamente dal menu.
2) Se l’obiettivo supporta l’autofocus e, quindi, su di esso trovo il pulsante per l’opzione A-M, imposto il selettore su M.
Siccome ci troviamo in presenza di un obiettivo AF, meglio osservare questa precauzione per evitare danni alla fotocamera:
NON impostiamo il selettore dell’obiettivo su M se il selettore della fotocamera è impostato su AF. Quindi quando la modalità dell’obiettivo è M, deve essere M anche quella della fotocamera.
3) Se l’obiettivo supporta l’autofocus con priorità manuale (M/A), si può passare velocemente dall’autofocus alla messa a fuoco manuale, agendo sull’anello di messa a fuoco anche durante il funzionamento dell’autofocus. In questo modo si riesce a regolare in maniera accurata la maf senza la necessità di spostare l’occhio dal mirino, il passaggio quindi diventa rapido ed, inoltre, non c’è il rischio di danneggiare l’ottica (un obiettivo che non ha queste caratteristiche può danneggiarsi se, inavvertitamente, giriamo la ghiera di maf mentre siamo in AF). Questa modalità è detta anche Autofocus con esclusione manuale, Priorità MF, proprio perché quando essa è attivata posso escludere l’autofocus girando l’anello della maf mentre si preme fino a metà il pulsante di scatto.
Piccola parentesi… Se l’obiettivo supporta l’autofocus con priorità manuale (A/M),  la priorità viene data all’autofocus anche se si ruota l’anello della maf durante la ripresa. Questa è una modalità che viene impostata per evitare di annullare l’autofocus se involontariamente giriamo l’anello di messa a fuoco. In questo caso parliamo di Autofocus con esclusione manuale, Priorità AF.
4) Inoltre, parlando di reflex, dobbiamo distinguere tra corpo macchina con motore interno e corpo senza motore interno. Se la macchina ha il motore interno, c’è la possibilità di montare sia ottiche motorizzate (che supportano l’autofocus) sia ottiche non motorizzate, perché sarà il corpo macchina a governare l’autofocus. In altre parole, se il corpo macchina è motorizzato, sarà la macchina a muovere le lenti del nostro obiettivo non motorizzato.

Abbiamo lasciato intendere finora che la messa a fuoco è un’operazione che richiede molta precisione. C’è da dire che una reflex entry-level si presta di meno per lo scopo, perché il suo mirino è poco luminoso e abbastanza piccolo.
Cosa fare in questo caso? Ecco due strumenti utili per facilitare la messa a fuoco:
1) uso del telemetro;
2) zoom in modalità live view.

Il telemetro
In molti modelli l’indicatore di messa a fuoco resta attivo anche in modalità manuale, “assistendoci” nell’operazione. Si parla infatti di maf assistita e di telemetro elettronico. In pratica, si riceve un aiuto dall’autofocus pur trovandoci in modalità manual focus.
Quando è possibile usarlo? Fate riferimento al manuale della reflex in vostro possesso. In casa Nikon, ad esempio, si può usare il telemetro se l’obiettivo ha un’apertura massima di f/5.6 o superiore, quindi obiettivo ancora più luminoso. In questo caso, mentre ruotiamo la ghiera della maf e teniamo premuto a metà corsa il pulsante di scatto, vedremo illuminarsi i punti AF nel mirino per indicarci e confermarci che sono a fuoco.
Quindi,
1) selezioniamo il punto AF tra quelli disponibili;
2) inquadriamo il soggetto nel punto AF selezionato;
3) premiamo il pulsante di scatto a metà corsa;
4) ruotiamo l’anello di messa a fuoco dell’obiettivo fino a che non vedremo comparire l’indicatore di messa a fuoco (in una Nikon D7000, questo è costituito da puntino verde in basso a sinistra nel mirino).
Naturalmente, con alcuni soggetti, quest’operazione riuscirà di meno e quindi verrà visualizzato comunque l’indicatore anche se il soggetto non è a fuoco (es. quando il soggetto è costituito da motivi geometrici regolari, quando ci troviamo in presenza di soggetti uniformi, con pochi dettagli…), come detto poco sopra, ovvero in tutte quelle situazioni in cui l’autofocus si rivela debole.

Zoom in Live View
In una reflex, il LiveView è una modalità che ci consente di visualizzare la scena e inquadrarla mediante lo schermo LCD piuttosto che il mirino.
Quando questa modalità è attivata, possiamo ingrandire la porzione dell’immagine che ci interessa (es. occhi di un soggetto) attraverso l’apposito tasto. Ruotiamo poi l’anello di messa a fuoco fino a che non apparirà nitida la parte della scena che abbiamo ingrandito e scattiamo direttamente. Viene da sé che le condizioni in cui è possibile sfruttare lo zoom e beneficiarne sono l’utilizzo del treppiede, un soggetto fermo e il tempo a disposizione per eseguire la maf.

 

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